22 luglio 2010

sembrava un corvo su Andersen





Atmosfere rarefatte recensione di Luisa Tosetto

"Capacità di fermare attimi, l’attimo, il momento nel suo accadimento, proprio quando e laddove sta passando, trapassando, ma non è ancora altro, è ancora lì, negli occhi, nei respiri, nei soffi, negli aliti di vento, nelle luci e nelle ombre.Di fronte alle sue immagini si avverte quella sensazione che si ha quando si prova ad osservare il mondo con un occhio coperto e l’altro scoperto. La realtà è alterata ma non troppo, sfocata ma non falsata. La sensazione è di leggero ottundimento dei sensi, di alterazione della vista senza perdita della visione d’insieme. Una nebbia illuminante. Ci si sente come quando si prende la “giusta distanza” (mai la stessa) per veder meglio il tutto perdendo però il controllo sui dettagli. Sogni,passaggi,aperture, ricordi. Di quelli che ti si fissano nel cuore più che nella memoria, che ti ritornano alla mente quanto senti un sapore o le narici sono colte da un antico odore. Quell’attimo che non riesci a fermare e che se lo ripensi non esiste più. È già andato. Ritornerà.

Nella prossima immagine, nel prossimo soffio di vita carpito, rapito, rubato, immortalato."

RECENSIONE SU MANGIALIBRI DI FABIO NAPOLI :

..." Il racconto di Alfredo Stoppa – che sembra prendere le mosse da una poesia di Zavattini – è una favola impregnata di nostalgia e di paura. La Signora dei Libri, grazie al piccolo Nicola, inizia un viaggio indietro nel tempo fino al periodo in cui lei era una bambina di appena sei anni e alla paura dell'Uomo Nero.Il Mostro di Alfredo Stoppa si manifesta poco a poco, lo ritroviamo tra le pagine del libro, nascosto dietro descrizioni volutamente imprecise, piccoli dettagli che fanno sussultare la piccola protagonista e fanno venire il dubbio a noi poveri lettori se il terribile mostro sia frutto della fantasia oppure no. La nebbia che avvolge di mistero la mostruosa figura, come quella che caratterizza le tavole di Sonia MariaLuce Possentini, si diraderà solo alla fine.

Fino a quel momento però seguiremo il racconto col fiato sospeso e con lo sguardo rivolto alle ovattate illustrazioni che arricchiscono il libro. I disegni sono anch'essi pieni di nostalgia e di tristezza, dal tratto incerto e dai colori contrastanti. La protagonista, dalla carnagione chiara, dai lineamenti delicati e gli occhi grandissimi ricorda disegni dal sapore vagamente nipponico (l'accostamento e con certi manga o anime giapponesi). Al bianco si alterna di continuo il nero, alla figura – dolce e bellissima – della piccola protagonista si alternano le ombre – scure a paurose – dell'Uomo Nero: la figura emblema di tutte le paure con la quale si è destinati a fare i conti sempre, anche alla veneranda età della Signora dei Libri."


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