06 novembre 2010

PASSAGGI INVERNALI Di Paola Predicatori su Letteratura per Ragazzi

su LETTERATURA- PER-  RAGAZZI
http://www.letteratura-per-ragazzi.it/
intervista a Vivian Lamarque e Sonia ML.Possentini
su Nel Bianco
La Margherita Edizioni
di 
PAOLA PREDICATORI

Di tutte le manifestazioni climatiche, la neve è quella che più di ogni altra riesce a destare uno stupore pari a quello suscitato da certe fiabe magiche. Un incanto silenzioso e siderale che ci rapisce tutti e che reinventa il mondo, nascondendolo completamente ai nostri occhi e ridisegnando le sue forme. Come un potente sortilegio la neve rallenta tutto:
 le macchine, i nostri passi per la strada, e, soprattutto, il nostro sguardo.
Il bellissimo albo NEL BIANCO di Vivian Lamarque e Sonia Possentini rievoca appunto questo incanto. 
La neve è scoperta, gioco ed è impossibile non rivivere certe impressioni dell’infanzia attraverso la poesia meravigliata di Vivian Lamarque e i paesaggi polverosi e candidi di Sonia Possentini. 
Affiorano sulla pagina gli animali incantati di questo paesaggio invernale, morbidi e delicati, quasi invisibili ai nostri occhi e pronti, dopo qualche fuggevole istante, a scomparire per ritornare nel bianco. 
Eppure, lieve come le parole del testo e l’accenno di certe forme che emergono dal bianco, si insinua sotto quella coltre un’inquietudine sottile che sia la parola (“neve neve/che vita breve”) sia l’illustrazione (la bianca luna sospesa in uno spazio nero e profondo) lasciano affiorare e che per un istante interrompono il gioco per ricondurci al mondo vero, quello sotto la neve.
Ci sono libri che sanno esprimere l’essenza di certi paesaggi, rievocando il candore e gli istanti dell’infanzia (ripenso in particolare anche a L’Onda di Suzy Lee), di quando, alle soglie della vita, instauravamo un dialogo con un mondo che magicamente si animava solo per i nostri occhi.

Abbiamo rivolto a Vivian Lamarque e Sonia Possentini alcune domande sul volume da poco pubblicato da La Margherita Edizioni.
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Di chi è stata l’idea di “Nel bianco”? Come si è sviluppato in seguito il lavoro?

S.M.L. Possentini - Un giorno mi sono svegliata dopo una notte che già preannunciava dall’odore, una bufera di neve.  Svegliandomi, dalla mia mansarda ero quasi sepolta da tutta quella neve! Gli abbabini erano gonfi di neve, fuori il paesaggio era mutato completamente, un merlo era rimasto accovacciato sulla mia finestra, aspettando non poco spaventato che qualcuno gli aprisse un po’ la strada…in quel momento per aiutarlo aprendo la finestra ho sentito un silenzio bellissimo. Qualcosa di profondamente magico. Ovattato, calmo, tutto quel bianco in gradazioni differenti, mi riempiva di serenità. Ogni cosa è un colore, ogni emozione è un colore.  Il silenzio è bianco. . Dove ogni cosa può avere origine.
Così ho iniziato a pensare a un gioco davanti alla finestra…un nascondino che la natura invita a fare…ed ho iniziato a sentire il bianco e iniziato a disegnarlo. In seguito il lavoro è stato presentato a Viviana della Margherita Edizioni che ha appoggiato in pieno affinacondomi se avesse accettato la poetessa Vivian Lamarque…io chiaramente ho incrociato le dita…e Vivian ha accettato

Prima le poesie di ghiaccio e poi ancora la neve. L’inverno, tra tutte le stagioni, sembra sempre quella più impopolare e invece ha un cuore misterioso e profondo. Qual è la poesia dell’inverno?

V. Lamarque - Sono molti di più i miei libri “nevosi”: La bambina di ghiaccio, La petite fille de glace, Fiaba di neve, Tre storie di neve, Poesie di ghiaccio, Nel bianco, Poesie di dicembre......  In inverno si risveglia  in me ogni anno la mia perduta  trentinità.

Nel bianco le cose affiorano e poi scompaiono e niente sembra rimanere abbastanza a lungo sul foglio. Nel bianco immenso della pagina, le parole esprimono l’incanto, la nostalgia, dando voce ora a una domanda ora facendosi gioco di parole. Come riesce l’illustrazione a mantenere un rapporto così dialogico con il testo?

S.M.L. Possentini - E’’ una domanda molto difficile, nel senso che credo dipenda da entrambi gli autori, sia chi scrive con la penna sia chi scrive con il pennello, sono sinergie ed empatie che arrivano credo con la naturalezza del sentire. Se Vivian ha visto tra quel bianco con la sua sensibilità il mio intento poetico e credo fermamente di sì, il ritmo e la melodia e la musica che escono dal lavoro nella sua totalità sono sensazioni e dialoghi che si intersecano che forse non sempre riusciamo a spiegare, ma solo dettate dalla sensibilità individuale.
Personalmente il bianco come colore, (perché è un colore ma senza tinta), come filosofia mi è sempre stata cara, non mi ha mai spaventato il foglio bianco, anzi, mi ha sempre richiamato a un grande spazio che mi dà stimoli a riempire o lasciare sospeso, perché in fondo il bianco non è altro che il fascino estremo di un colore, abbagliante e al tempo stesso un vuoto da riempire. Il bianco è una partenza per un viaggio, è il riposo e l’enigma, lo zero…dove tutto è permesso, il” nulla” prima della nascita e dentro quel nulla c’è la vita.
 
I suoi testi, all’apparenza sempre molto semplici, giocosi, lasciano affiorare infine qualcosa di misterioso, una certa inquietudine. Com’è il mondo nascosto sotto la neve? Il candore è solo negli occhi dei bambini?

V. Lamarque - Nel cuore, in un angolo del cuore, ho del ghiaccio. 
Si formò credo nel gennaio del 1947, avevo nove mesi,  mi trasportarono dalle nevi della val di fiemme alle nebbie di milano, mi cambiarono madre padre città:   “appena appena finito Natale/ zitta guardava attorno il nuovo presepe/ la nuova mamma".
Ogni anno quel ghiaccio mi si fa poesia e disegno la neve sulle  finestre.
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Le sue illustrazioni sembrano andare a ritroso nel tempo a ripescare ricordi, impressioni, facendoli affiorare lentamente dalla memoria e cogliendo l’attimo epifanico in cui abbiamo conosciuto le cose per la prima volta. Si è ispirata alla sua memoria della neve per queste tavole?

S.M.L. Possentini - Sì l’intento è questo ogni volta che affronto un testo. Ripescare ricordi del mio “viaggiare” per ridare se possibile un’emozione, un semplice: “ti ricordi quando?”, oppure “ ma se penso a quando…”. Cercando ove sia possibile un linguaggio universale per parlare a tutti i lettori. Mi sono ispirata sicuramente alla mia memoria della neve, alle passeggiate da piccola e da adulta, nel mio fiume, ai cerbiatti che incontro ed ho incontrato, agli uccelli che volano come puntini grigi nel bianco…ai pupazzi di neve con le teste del mio orso…un amico in più cui parlare, come la luna…

Il testo, al pari delle illustrazioni, evoca l’incanto e la magia, coglie l’attimo, rivela lo stupore e si fa essenziale. Per esprimere cosa?

V. Lamarque - Le bellissime tavole di Sonia hanno risvegliato in me paesaggi da più di  mezzo secolo addormentati , parole taciute o pronunciate solo sottovoce. Sono affamata di neve, del suo candore che per un attimo riesce a nascondere il male del mondo.
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Una luna, candida come neve, sospesa nel cielo. All’improvviso, dopo tanto bianco, l’illustrazione si ribalta: il foglio diventa nero e accoglie un astro candido. Non è la prima volta che la luna appare nelle sue illustrazioni. 
Che cosa è veramente la luna negli occhi di chi la guarda?


S.M.L. Possentini - Mi piace improvvisare, sorprendere il lettore forse cullato o assopito…con una tavola, due, che ribalta la situazione. E’ il mio modo di “pensare per immagini”, cambiare un ritmo, per un moto differente e poi magari riprendere con la stessa melodia.
La luna per me è importante sotto molti punti di vista, sono una giardiniera appassionata e quindi la luna mi dà indicazioni su come lavorare le mie piante, i miei fiori e la mia verdura. Poi è sempre stata nei ricordi di bambina, come in quelli da adulta, una visione altra, una fuga forse, come per l’Ariosto nel suo Oralndo Furioso, che ne dà una definizione di mondo altro rispetto alla terra.
Cos’è per gli occhi di chi guarda?
Credo che Vivian Lamarque abbia magicamente risposto per me…
“Disabitata la Luna?
Ma è lei
il suo bianco abitante.
Condomina e casa
abitante e abitata
inquilina pallida
finestrella affacciata.”

Altri progetti insieme?

S.M.L. Possentini - Io me lo auguro...
V. Lamarque - Lo spero. Chissà quando. Spesso i lavori migliori nascono da “progetti non progettati”.
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1 commento:

lievito ha detto...

devo averlo con me.
non avrei mai sognato un accordo di bianco che mi nevica così.