27 gennaio 2012

"Il volo di Sara" Fatatrac Edizioni su Andersen e ZazieNews



IL CORAGGIO DEL PETTIROSSO
di W. Fochesato

Vetrina Andersen gennaio 2012



Torna, con questo albo intenso e delicato, il tema dell'Olocausto. E insieme agli albi della Concejo (Fumo, Logos 2011) e di Gubellini (Nessuna differenza?!, Principi & Principi 2011), tanto per fermarsi alle ultime cose, rappresenta una sorta di  preciso e implicito contrasto a lo "sterminio patinato", per usare le parole di Matteo Corradini, di un libro falso ed equivoco come Il bambino con il pigiama a righe di John Boyne. Apro una parentesi polemica. Mi dicono che il film che ne è stato tratto sia molto gettonato tra le scuole e che, in occasione del "Giorno della memoria" alcune amministrazioni locali e regionali (magari di centro-sinistra!) ne facciano numerose proiezioni. Mi chiedo ma che razza di criteri si usano per scegliere un'opera come questa? che informazioni si hanno o si assumono in merito? E ancora che esiti si avranno nella considerazione che bambini e ragazzi si faranno della Shoah? Meglio tornare al libro di Lorenza Farina illustrato da Sonia Possentini che sceglie la strada non facile di mettere al centro della propria narrazione i volti, soprattutto quelli dei bambini. Scegliendo con ciò una strada diversa da quella di Roberto Innocenti ne La storia di Erika dove nulla veniva mostrato né delle vittime né dei carnefici quasi a ribadire che ci si triva a qualcosa di indicibile e di non rappresentabile. Ma ricorrendo anche ad un uso attento di fonti fotografiche le fattezze che la Possentini ci mostra volgono al dramma dolente; sono visi appena accennati, pochi tratti neri sul fondo bianco. Maschere lattee sul nero, che rimandano a simboli di morte. La mesta processione di donne e bambini appena scesi dal convoglio sembrano quasi un'immagine notturna delle andade, le processioni dei morti, secondo credenze un tempo vivissime nell'arco appenninico e che forse l'autrice conosce. E a confermarlo ci sarebbe anche la stella di David cucita sugli abiti che luccica fredda e forte come una candela. Soltanto Sara, con il suo volto sparuto e spaurito, viene tratteggiata con maggior precisione. È lei la protagonista di questa piccola e dolorosa vicenda che, con un tocco in più di poesia e di coraggio (e qui tornerebbero i nomi di Innocenti o anche quello di Molesini) Lorenza Farina affida ad un piccolo pettirosso che decide per quel che può di aiutarla e di proteggerla, soprattutto di consolarla e rallegrarla. Finché, quando la piccola è già in fila per le camere a gas, accade che il pettirosso e gli altri uccelli presenti nel campo diano vita ad una sorta di miracolo; volendo di alleanza fra infanzia e animali. L'irruzione di un realismo magico che ci consola ma, giustamente, non ci acquieta né ci rasserena. Una scelta ricca di garbo e poesia, una possibile metafora per rappresentare la perdita di tante e tante vite umane. Bellissime le tavole impietose, e al tempo stesso morbide, di Sonia Possentini. Frutto di un non banale documentarsi e di un impegno civile che per lei è scelta di vita. Un soffuso concerto di luci e ombre, di accenti e di accenni. E anche qui, come nel Rosa Bianca l'aprirsi finale dell'azzurro del cielo.



Niente. Il nulla. il vuoto.


di Agata Diakoviez

                                     


La guerra è nera, la paura anche. Ha occhi che attraversano le viscere di ciascuno, in ogni tempo. Sono occhi profondi come pozzi quelli disegnati da Sonia M. L. Possentini per il racconto Il volo di Sara di Lorenza Farina, occhi che più che guardati ti spingono a guardarli, a scendere nell'abisso dell'insensatezza dell'animo umano. Il piccolo pettirosso è la speranza che aiuterà Sarà a volare lontano. Il pettirosso, una delle poesie di Emily Dickinson può accompagnare la lettura di quest' albo illustrato, in un gioco che si fa ribaltamento in cui chi è più piccolo e indifeso può aiutare l'altro a riprendere il volo.



zazienews



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